Descrizione
Non è soltanto un problema di comunicazione. È una questione di sicurezza pubblica, di capacità di intervento nelle emergenze e di tutela della vita delle persone. Il blackout che nella serata di ieri, 8 ottobre, ha interessato l’isola d’Ischia a partire dalle 19.40 circa, lasciando per oltre due ore senza collegamenti telefonici fissi e mobili cittadini, uffici pubblici e servizi di emergenza, solleva interrogativi che non possono essere ignorati. A destare particolare preoccupazione è stata la concomitanza con l’allerta meteo di livello arancione, diramata dalla Protezione civile per il rischio di forti precipitazioni, temporali, raffiche di vento e possibili allagamenti. Una situazione nella quale la possibilità di comunicare tempestivamente un pericolo e di richiedere l’intervento dei soccorsi costituisce un presupposto fondamentale per la sicurezza delle persone e del territorio. Il sindaco di Lacco Ameno, il senatore Domenico De Siano, ha seguito con forte apprensione quanto stava accadendo, consapevole delle conseguenze che un’interruzione totale delle comunicazioni avrebbe potuto determinare in presenza di una situazione di emergenza.
«Quello che è accaduto ieri sera è estremamente grave e merita un approfondimento immediato. Per oltre due ore, secondo quanto riscontrato, non è stato possibile fare affidamento sulle normali comunicazioni telefoniche, né attraverso la rete fissa né attraverso quella mobile. La preoccupazione non riguarda soltanto il disagio provocato dall’interruzione del servizio, ma soprattutto ciò che sarebbe potuto accadere se, proprio in quelle ore, si fosse verificata un’emergenza». Il problema assume una rilevanza maggiore alla luce delle condizioni meteorologiche previste e delle misure precauzionali adottate dal Comune di Lacco Ameno con l’ordinanza sindacale n. 15 dell’8 ottobre 2026, che ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, del cimitero comunale, del parco di Villa Arbusto, della palestra comunale V. Aceti e delle aree gioco e fitness in località 167, Fango e Piazza Girardi, dalle ore 15 dell’8 ottobre alle ore 15 del 9 ottobre.
«Quando un territorio è interessato da un’allerta meteo, la possibilità di segnalare un allagamento, un crollo, una persona in difficoltà o qualsiasi altra situazione di pericolo può fare la differenza. Se vengono meno contemporaneamente le comunicazioni telefoniche, si rischia di compromettere la tempestività degli interventi e di mettere in difficoltà chi è chiamato a garantire la sicurezza pubblica. Non possiamo limitarci a constatare che il servizio è venuto meno: dobbiamo domandarci che cosa sarebbe successo se qualcuno avesse avuto bisogno urgente di aiuto». La questione, sottolinea il sindaco, riguarda tutti i Comuni dell’isola. Un’interruzione generalizzata delle comunicazioni può infatti compromettere non soltanto la possibilità dei cittadini di chiedere soccorso, ma anche il coordinamento tra le amministrazioni locali, le strutture operative e gli organismi preposti alla gestione delle emergenze.
«Non possiamo accettare che un blackout delle comunicazioni si traduca anche nell’impossibilità di chiedere aiuto. La sicurezza dei cittadini e del territorio richiede che siano individuate soluzioni capaci di garantire la continuità dei collegamenti anche quando si verificano guasti o interruzioni di vasta portata. È necessario comprendere le cause di quanto accaduto, accertare le eventuali responsabilità e verificare quali misure possano impedire che una situazione simile si ripeta».
Per De Siano, «il punto è poter comunicare quando la comunicazione diventa indispensabile. In una situazione di pericolo, un cittadino deve avere la possibilità di contattare i soccorsi e le istituzioni devono poter contare su strumenti affidabili per coordinare gli interventi. Se tutto questo viene meno nello stesso momento, emerge una vulnerabilità che non possiamo sottovalutare e ne dobbiamo prendere atto. Come sindaco, ritengo mio dovere sottoporre questo problema alle istituzioni locali e sovra comunali e sollecitare tutti gli interlocutori competenti a intervenire. È necessario verificare quali garanzie di continuità siano previste per le reti di comunicazione, quali strumenti alternativi possano essere attivati in caso di interruzione generalizzata e come assicurare che i servizi essenziali restino raggiungibili anche nelle condizioni più difficili. Non si tratta di alimentare allarmismi, l’obiettivo, conclude De Siano, deve essere quello di trasformare quanto accaduto in un’occasione per individuare criticità e correggerle, attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti chiamati a garantire l’affidabilità delle comunicazioni e la sicurezza collettiva».
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Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2026, 14:11